Campo de' Fiori deve il suo nome alle margherite, ai papaveri, ai "nontiscordardimé", ai fiori di prato, insomma, che un tempo ornavano la piazza, chiusa da un lato da una fila di palazzetti appartenenti alla famiglia Orsini e dall'altro digradante verso il fiume, anche se la tradizione vuole che il nome venga da Flora, amata da Pompeo. Quando nel 1478 il mercato del Campidoglio venne spostato a piazza Navona, investendo, così, tutta la zona circostante, Campo de' Fiori compresa, questa divenne un importante centro di affari. Vi sorsero numerosi alberghi, osterie e locande dai nome più disparati. Nel Cinquecento vi si svolgevano pali, corse ma la piazza è famosa soprattutto perché un tempo vi avvenivano le esecuzioni delle sentenze di morte. Il caso più famoso è quello di Giordano Bruno, che il 17 febbraio del 1600 venne arso perché accusato di eresìa. L’esecuzione, oggi, è ricordata con una statua, opera dello scultore Ettore Ferrari, eretta nel 1889 e posta nel centro del Campo de Fiori su iniziativa del poeta Pietro Cossa. Il 9 giugno 1889 la statua venne inaugurata nel tripudio di tutti i professanti il "libero pensiero". Ai lati del monumento bronzeo si possono notare otto medaglioni con effigi di eretici famosi, pannelli con scene di vita del protagonista e la significativa scritta di Giovanni Bovio: "A Bruno il secolo da lui divinato, qui dove il rogo arse". Da notare che nel medesimo punto ove oggi si erge la memoria dedicata a Giordano Bruno, vi era posta, in passato, una fontana, decorata da delfini bronzei, costituita da una tazza ovale di marmo bianco e chiusa da un coperchio ricurvo, con al centro una palla, somigliantissima ad una zuppiera, tanto che fu battezzata "la Terrina". Sul coperchio vi è una strana iscrizione: "Ama Dio e non fallire, fa del bene e lascia dire", con la data 1622, probabilmente ispirata ai condannati al patibolo, che permanentemente sorgeva vicino alla fontana. Nelle stradine limitrofe nacquero illustri Romani come Pietro Cossa detto il Metastasio, Giuseppe Giocchino Belli, Beatrice Cenci, Gioacchino Rossini che compose il "Barbiere di Siviglia" e Aldo Palazzeschi che abitò per trent'anni nel Rione. Oggi Campo dei Fiori, lontano dai più consueti itinerari turistici, rappresenta uno dei luoghi dove Roma manifesta con maggior trasparenza il suo carattere più autentico dalla prima mattina con il mercato all'aperto, fino a notte inoltrata con l'intrattenimento offerto dai bar, ristoranti e trattorie della zona. La Piazza è considerata simbolo della vita frenetica cittadina che inizia sin dalla mattina con il mercato all’aperto fino a notte, quando la gioventù romana affolla le strade, i gradini del monumento e le vinerie delle stradine circostanti.
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