
Il
Palazzo Barberini a Roma è una delle più belle residenze barocche che la capitale può vantare e che oggi ospita parte dell'importante
Galleria Nazionale d'Arte Antica.
Palazzo Barberini di Roma fu voluto da
Maffeo Barberini,
Papa Urbano II, che, diventato pontefice nel 1623, volle edificare per se’ e per la sua famiglia una dimora solenne e fastosa, simbolo di un potere ormai acquisito, fondato anche sulla cultura. Acquisto’ quindi le antiche fabbriche della famiglia Sforza poste sul colle del Quirinale, con l’intento di ampliarle e farne una vera e propria reggia. Il progetto fu affidato al grande architetto
Carlo Maderno, che lavoro’ con il nipote,
Francesco Borromini. Nel 1629, alla morte del Maderno, i Barberini incaricarono
Gian Lorenzo Bernini di proseguire i lavori.
Il fasto dell’architettura si estende alla grandiosa decorazione pittorica voluta dai Barberini per glorificare il proprio casato, affidata ai protagonisti della cultura figurativa del Seicento. Il grande Salone di rappresentanza, che occupa lo spazio centrale della fabbrica, divenendone fulcro strategico, venne affrescato da Pietro da Cortona tra il 1632 e il 1639 con il “
Trionfo della Divina Provvidenza”. Si tratta di una vera e propria visione simbolica di grande e suggestivo effetto del buon governo della famiglia Barberini, rappresentato attraverso scene di storia romana, figure mitologiche, allegorie, dal significato complesso ma di grande e seduttiva bellezza. Altre sale sono decorate da Andrea Sacchi, Andrea Camassei, Giuseppe Chiari e da altri pittori del Seicento e Settecento. Nel 1949 lo Stato italiano decise di acquistare Palazzo Barberini per fare qui confluire tutta la ricca raccolta nazionale alla quale si erano aggiunte le opere della donazione Torlonia, le collezioni Odescalchi e Chigi, il nucleo del Monte di Pieta’ e altre ancora, oltre a varie donazioni e acquisti.
Attraversando le splendide sale del Palazzo si potranno ammirare le opere di grandi artisti come il Perugino, Raffaello, Andrea del Sarto, Dosso Dossi che insieme a molte altre firme rappresentano al meglio la gloriosa stagione del Rinascimento italiano.

Ma ancor più ricca e interessante appare la sezione dedicata alle pitture del Seicento, con una speciale attenzione per le opere di ambito caravaggesco.
Oltre alla splendida “
Giuditta e Oloferne” dello stesso genio lombardo, non si potranno tralasciare i grandi lavori di pittori come Serodine, Gentileschi, Guercino, Saraceni, Borgianni che assieme a molti altri nomi costituiscono uno splendido spaccato sulla pittura romana di primo Seicento.
Importante anche la sezione dedicata alla pittura italiana del Settecento rappresentata da grandi maestri come Corvi, Batoni, Benefial, Conca che con la grazia tutta settecentesca delle sue opere chiude la grande stagione della pittura italiana ormai prossima alla misurata eleganza del Neoclassicismo.