Piazza del Popolo è una delle più popolari piazze di Roma dallo stile neoclassico e disegnata fra il 1811 ed il 1822 dal principale esponente del Neo-classicismo italiano,
Giuseppe Valadier (1762– 1839, architetto, progettista, urbanista e archeologo italiano).
La sistemazione della piazza è ispirata all'arte egizia e romana antica. Valadier fu aiutato da numerosi artisti. Uno di questi è Giuseppe Ceccarini, autore dei due gruppi scultorei che decorano le fontane dei due semicerchi laterali.
Questa celebre piazza di Roma era teatro nel passato di esecuzioni pubbliche, l’ultima delle quali si tenne nel 1826.
Al centro della piazza è posizionato il secondo più grande obelisco di Roma l'
Obelisco Egizio opera del 1200 a.C. Alle pendici della terrazza del Pincio, da dove si gode uno dei migliori panorami di Roma, si innalza la
Chiesa di Santa Maria del Popolo, costruita in epoca medievale ma rifatta più volte fino ad essere completamente restaurata nel Rinascimento. Al suo interno si possono trovare opere del
Pinturicchio e del
Caravaggio. La seconda navata di sinistra ospita la
Cappella Chigi disegnata da
Raffaello nel Rinascimento.
La porta a Nord della Città di Roma era chiamata
Porta del Popolo, perchè da questo ingresso affluivano in città i pellegrini provenienti a Roma da tutta Europa.
A fine Settecento si decise di dare una nuova sistemazione urbanistica a questa porta, allargando la piazza alle sue spalle con lo scopo di mostrare una scenografia suggestiva e grandiosa che potesse dare

l'immagine della grandezza della Chiesa di Roma e dell'accoglienza che si offriva ai pellegrini.
Delle costruzioni preesistenti furono conservate la Porta del Popolo, l'obelisco al centro della piazza e le due chiese gemelle ai lati di Via del Corso, ma tutt'attorno fu aperto un grandissimo spazio costituito da due emicicli decorati da statue e fontane. Il lato ovest si integra con le case e i palazzi della città, mentre il lato est sale verso la collinetta del Pincio, integrandosi con i suoi giardini.
I due emicicli che delimitano la piazza, ornati ognuno da una fontana e sormontati da sfingi e statue rappresentanti le Stagioni, prospettano, a divisione del tridente di via del Babuino, via del Corso e via Ripetta, le due chiese gemelle del XVII secolo:
Santa Maria di Montesanto, a destra, e
Santa Maria dei Miracoli, a sinistra. La prima venne iniziata nel 1662 da Carlo Rainaldi e poi interrotta fino al 1673, quando Carlo Fontana, con la supervisione di Gian Lorenzo Bernini si occupò dell'edificazione definitiva. Sulla balaustra si ergono statue di santi, forse disegnate dal Bernini, mentre il campanile risale al 1761 ed è opera di Francesco Navone. All'interno, nel locale accanto alla sagrestia sono conservati affreschi del Baciccia e sull'altare maggiore la Vergine, una tavola del Quattrocento. L'altra chiesa venne iniziata anch'essa da Carlo Rainaldi nel 1675 e terminata dopo il 1677 da Carlo Fontana. Anche in questo caso, sulla balaustra spiccano statue di santi dall'impronta berniniana e il campanile settecentesco. L'interno circolare conserva angeli in stucco di Ercole Antonio Raggi.
Nella piazza e in cima al colle che la sovrasta ci sono poi numerose fontane. Al centro della piazza l'architetto Valadier mise quattro vasche attorno all'obelisco, alimentate da leoni in stile egizio. Inoltre nei due semicerchi laterali ci sono
due monumentali fontane a conchiglia con sopra gruppi di sculture che rappresentano rispettivamente il
dio Nettuno con tritoni e la
dea Roma, affiancata dalle personificazioni del
Tevere e dell'
Aniene.