
Situata quasi al centro geometrico di Roma,
Piazza Venezia ha forma di rettangolo di metri 130 x 75, ed è il punto di confluenza dei principali assi stradali cittadini. Nata nel '400 in rapporto al
Palazzo Venezia che le dà il nome fu, fino all'800, il punto di arrivo della "
corsa dei Barberi", la corsa dei cavalli di Barberia che correvano senza fantino, che si svolgeva, a carnevale, da Piazza del Popolo lungo il rettifilo di via del Corso imbandierata.
Oltre a Via del Corso confluiscono in Piazza Venezia altre quattro strade: Via Cesare Battisti che proseguendo per Via XIV Maggio la collega con Via Nazionale. Via del Plebiscito che, quasi a proseguimento della prima, l'unisce a Corso Vittorio Emanuele II per raggiungere Piazza San Pietro. Le altre due strade che confluiscono in Piazza Venezia dai due lati del Vittoriano sono: Via dei Fori Imperiali proveniente dal Colosseo e dai Fori e Via del Teatro di Marcello dalle zone Aventino e Ostiense. A destra del Vittoriano vi è il Palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia, di fronte il Palazzo Venezia; la prima sistemazione della Piazza è rinascimentale, ma l'aspetto attuale del luogo si deve quasi interamente a pesanti interventi ottocenteschi e del regime.
All'angolo della Piazza si trova un gigantesco busto femminile detto popolarmente "Madama Lucrezia", essendo l'unica presenza femminile del gruppo di statue parlanti, alle quali di notte venivano affissi epigrammi satirici e di critica al governo papalino.
La piazza ebbe l'aspetto attuale allorché fu costruito, tra il 1885 e il 1911, il monumento a Vittorio Emanuele II, un'opera che portò al rifacimento di tutta la zona adiacente con la demolizione di case, palazzi e chiese legate alle tradizioni di Roma: la piazza, da stretta e bella, divenne larga e monumentale. Il lato sud della piazza (quello verso il Campidoglio) era chiuso dal palazzetto Venezia, unito a palazzo Venezia all'altezza della tozza torre quadrangolare.
Piazza Venezia è il centro topografico di Roma, l'anello di congiunzione tra le varie epoche storiche della città, tra la Roma delle origini e quella dei papi e allo stesso tempo è la prima piazza di Roma capitale, la prima piazza dove fu sperimentata l'illuminazione a gas e la prima ad essere servita dall'omnibus a cavalli.
Il completo riadattamento fu realizzato nei primi anni del novecento per accogliere il Vittoriano. Il nome della piazza è dovuto al Palazzo Venezia, in origine modesto alloggio dei cardinali della basilica di San Marco trasformato in residenza papale da Paolo II Barbo nel 1440.
Il palazzo, costruito secondo il sistema di rapporti tra edificio ed ambiente urbano teorizzato dal primo architetto del rinascimento Leon Battista Alberti, fu concepito come un blocco a pianta rettangolare con torri angolari, cortile centrale porticato, e con la basilica di San Marco adattata al ruolo di cappella palatina. Unica alternativa al Vaticano fin quando non fu realizzato il Palazzo del Quirinale, passò successivamente agli Asburgo nel settecento e in epoca napoleonica divenne sede dell'Accademia di Belle Arti diretta da Antonio Canova, nel 1924 entrò a far parte del patrimonio dello Stato Italiano. Mussolini vi stabilì la sua sede negli anni del regime, occupando la sala del mappamondo, l'enorme ambiente realizzato nel 1466 e così chiamato per la decorazione del soffitto oggi completamente scomparsa. La loggia delle benedizioni che sovrasta il portone centrale, per i romani "il balcone", rimane inevitabilmente collegata alle apparizioni del "duce".