
Il
Pincio è un parco con una terrazza che si affaccia direttamente su Piazza del Popolo e dalla quale si può ammirare un bellissimo panorama di Roma. In particolare si possono osservare dei tramonti stupendi. Il Pincio è un vero e proprio colle (ma non fa parte dei Sette Colli, in quanto era al di fuori del confine che delimitava la città agli albori dei tempi) che sorge a Nord del Quirinale e si affaccia su quello che è stata la distesa del Campo Marzio. Il nome Pincio deriva molto probabilmente della famiglia dei Poncii che occupò il colle nel Vi secolo.
Il disegno attuale del parco è opera del
Valadier ed è stato realizzato nell’ottocento, per la precisione fu approvato nel 1816 e la sua realizzazione durò circa otto anni e fu voluta da Napoleone (la terrazza che si affaccia su Roma è appunto Piazza Napoleone).
Fu la prima passeggiata creata a Roma con l'intento di mettere a disposizione di tutti i cittadini un'area di verde pubblico. Venne costruita tra il 1810 ed il 1818 sul colle Pincio, area occupata nell'antichità da alcune splendide ville dell'aristocrazia romana, che contornavano Roma con i loro orti.
I viali del Pincio, per iniziativa di G. Mazzini, sono ornati da
busti dei maggiori patrioti italiani, sono ben
228 busti che raffigurano i grandi personaggi dell’Italia.
Molti di questi busti inizialmente

appartenevano ad eretici, atei o rivoluzionari e, tra il 1857 e il 1860, furono rimodellati e gli vennero cambiate le sembianze come ad esempio il Savonarola diventò Guido D’Arezzo, Caio Gracco diventò Vitruvio. Il busto di Angelo Secchi (astronomo) ha alla base un forellino attraverso il quale passa il meridiano di Roma, rilevato con una tecnica manuale a fine Ottocento dal Collegio Romano.
Subito dopo l'ingresso, a destra, un cippo ricorda che
Galileo Galilei fu tenuto prigioniero, per ordine del Sant'Uffizio, dal 1630 al 1633, nella Villa Medici.
Un fascino particolare lo ha, indiscutibilmente, l'
idrocronometro sistemato in
via dell'Orologio, meglio conosciuto dai romani come "
Orologio ad acqua"; fu inventato da
Padre Giovan Battista Embriaco e collocato nel giardino del Pincio nel 1873 in una fontana realizzata appositamente dall’architetto
Giocchino Ersoch. La sua realizzazione in realtà è del 1867 e fu presentata all’
Esposizione Universale di Parigi. Si narra la storia che l’orologio è stato realizzato con un funzionamento ad acqua perché in quel periodo l’attuale amministrazione di Roma stava facendo uno sforzo enorme per portare l’acqua potabile in più punti possibili della città grazie a molte fontane da li l’idea di “Padre Giovan Battista”. L'orologio, collocato sopra una formazione rocciosa posta in mezzo ad un laghetto artificiale, è costituito da una torretta quadrangolare, con pareti in vetro, alla sommità della quale vi sono quattro quadranti di orologio, uno su ciascun lato: tutto il complesso venne ideato dall'architetto Gioacchino Ersoch. L'orologio funziona mediante un meccanismo nel quale l'acqua dà impulso al pendolo e carica il movimento e le sonerie, riempiendo alternativamente due bacinelle. L’orologio è stato restaurato e rimesso in funzione il 29 giugno del 2007 dopo circa due anni di lavoro ad opera della Scuola ELIS di Roma.
All'interno del parco è collocata anche la cosiddetta
Casina Valadier, costruita come il cassero della famosa nave Trafalgar, comandata dall’ammiraglio Nelson, quando distrusse la flotta francese nel Mediterraneo.
Il colle è sempre stato considerato luogo misterioso, ideale per romantici incontri, per una sosta meditativa o per una folgorante ispirazione. I viali sono costeggiati da alberi secolari e si districano tra colonne, statue e fontane. I vari sentieri conducono alla piccola piazza dedicata a Napoleone, da cui si ammira
uno dei panorami più belli di Roma.